Maurizio BalloiPedagogista, docente e formatore

Recensione: Il vecchio e il mare

Rileggere Il vecchio e il mare con lo sguardo del pedagogista significa scoprire, accanto alla lotta di Santiago con l’enorme pesce spada, una relazione educativa fondata sulla fiducia e sull’alleanza. Manolo è stato il suo apprendista: da Santiago ha imparato a pescare, ad osservare, ad avere pazienza e a misurarsi con le fatiche.

Il vecchio Santiago continua ad essere il suo insegnante, una figura di riferimento che il ragazzo continua a rispettare anche quando non può più seguirlo.
La loro alleanza si costruisce su piani diversi: Santiago trasmette conoscenze, forza d’animo ed esperienza; Manolo gli offre attenzione, ascolto, presenza e infine cura. Quando tutti considerano il vecchio ormai sconfitto dall’età e dal destino e la famiglia del ragazzo gli impedisce di pescare con lui, Manolo non interrompe il legame, anzi, continua a credergli, gli rende cura, gli porta da mangiare e si preoccupa che non gli manchi nulla.
Non smette di riconoscere in lui il proprio maestro, che tanto gli ha insegnato come la pesca rappresentasse l’essenza stessa della sopravvivenza, dell’identità culturale e dello stato sociale che garantiva anche e soprattutto autosufficienza. Manolo comincia anche a prendersi cura della persona fragile che gli sta davanti.
È qui che la relazione cambia senza perdere la sua forma originaria, Santiago non cessa di essere un insegnante e Manolo non diventa semplicemente il suo sostituto; il ragazzo, però, cresce e assume una responsabilità nuova, proprio dentro il rapporto di fiducia che li unisce. Tra loro c’è un’alleanza che non cancella la differenza di età e di ruolo: ciascuno contribuisce in modo diverso, e il legame tiene insieme l’esperienza del maestro e la disponibilità dell’allievo non solo a continuare ad imparare.
Hemingway narra quasi tutta questa relazione descrivendo i gesti, più che dipingere spiegazioni. Appare, pennellata dopo pennellata, il modo in cui Santiago parla al ragazzo trasmettendogli ciò che sa e la fedeltà con cui Manolo gli resta accanto.

La prosa asciutta e lo sguardo adulto potrebbero tenere a distanza i lettori giovani, perciò il libro può essere accompagnato e letto in gruppo, magari in classe… offrirebbe così l’occasione di riflettere su che cosa rende possibile imparare da qualcuno, sulle relazioni, su come la fiducia si costruisce nel tempo e su come un’alleanza educativa possa durare anche quando le condizioni cambiano.

Buona lettura

Maurizio Balloi

Il vecchio e il mare
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Recensione pubblicata originariamente su Substack il 5 novembre 2026.