"Inclusione Sperimentale" e "Curriculum Rovesciato"
Il presente documento analizza i fondamenti concettuali dell’Inclusione “Sperimentale” e introduce la metodologia del “Curriculum rovesciato” come strategia operativa in contesti formativi ed educativi.
Il presente documento analizza i fondamenti concettuali dell’Inclusione “Sperimentale” e introduce la metodologia del “Curriculum rovesciato” come strategia operativa in contesti formativi ed educativi.
La Concettualizzazione dell’Inclusione e la Prassi Sperimentale
L’Inclusione è un concetto connotato da significati vari e versatili, la cui potenza deriva dalla propensione a rompere la routine e abbandonare la zona di comfort nei contesti in cui si realizza l’educazione, intesa come formazione e sviluppo delle potenzialità individuali. La scuola, in particolare, rappresenta un contesto privilegiato per l’Inclusione, specialmente quando è caratterizzata da prontezza e continua messa in discussione con spirito di apertura, garantendo a ogni alunno la possibilità di affermarsi nel rispetto di tutte le sue potenzialità (fisiche, psichiche, cognitive e culturali), anche se questo comporta un ricominciare quasi quotidianamente.
I pilastri fondamentali delle pratiche inclusive nei vari contesti educativi sono la creatività, l’adattabilità e la flessibilità. L’Inclusione si posiziona in uno spazio vitale che interseca l’ideale e la pratica quotidiana.
In ambito educativo, tutte le iniziative sono soggette a processi di reinvestigazione e indagine, riaffermando l’inammissibilità della rigidità e della prescrittività; pertanto, nella fase applicativa, esse devono avvalersi di mediazione e interpretazione in relazione al contesto specifico. L’educazione è un atto specifico e complesso, e la sua validazione scientifica non deve essere eccessivamente rigorosa senza tener conto delle variabili in gioco, altrimenti rischierebbe di ridursi a un mero trasferimento di metodi e tecniche o a una sterile trasmissione di contenuti.
L’Inclusione si basa su processi di ricerca operativi e l’implementazione di didattiche innovative. L’approccio inclusivo è intrinsecamente sperimentale, configurandosi come un’azione permanente di ricerca, ossia “saggiare diverse vie”. Le sperimentazioni volte a mutazioni innovative, così come i processi inclusivi, vengono rafforzate dall’uso massiccio di strumentazioni tecnologiche e culture digitali.
L’atteggiamento sperimentale e quello inclusivo implicano l’adozione di una prospettiva di continua indagine, focalizzata sul favorire i processi anziché sulla realizzazione di prodotti finiti. Tali sperimentazioni si integrano tra teoria e prassi, potendo partire dalla teoria per sostenere la prassi, o viceversa, partendo dalla prassi per tornare alla riflessione teorica, generando così ulteriori collaudi e percorsi.
Il Curriculum Rovesciato: Uno Strumento di Ricerca-Azione
In coerenza con la visione sperimentale e la necessità di andare oltre la singola azione progettuale, è stata sviluppata l’esperienza del Curriculum (Vitae) Rovesciato. Questa metodologia è emersa dalla necessità di fornire risposte “più larghe” in merito alle variabili riguardanti la vita delle persone, andando oltre la preparazione di un elenco minuto di esperienze e attestati tipico di un Curriculum Vitae tradizionale.
Il Curriculum Rovesciato è così definito perché l’elaborazione non prende avvio da esperienze pregresse (come avviene in un curriculum classico elaborato a posteriori), ma parte dall’idea di “mi piacerebbe fare”. Questo approccio innesca un’analisi introspettiva e intima che può spingere il soggetto a intraprendere determinate azioni o, al contrario, a non farle e andare oltre.
Questa metodologia si fonda sulla sperimentazione personalissima degli interessati, che si muovono da un desiderio (”mi piacerebbe”) trasformandolo in “voglio provare”. In sintesi, invece di elaborare un documento sul pregresso, il Curriculum Rovesciato diviene una presa di coscienza su quanto i propri interessi e hobby siano dettagli passeggeri o attitudini da sperimentare e percorrere.
Implicazioni e Risultati Pedagogici
La costruzione del Curriculum Rovesciato non persegue l’omogeneizzazione o l’istituzionalizzazione dei percorsi di vita, né la categorizzazione delle persone. Fornisce la possibilità di esporsi e di mettersi in gioco per esperire. Tale sperimentazione fa emergere ulteriori interessi, attitudini e qualità che spesso non sono prevedibili altrimenti.
A livello individuale, il Curriculum Rovesciato potenzia l’autoregolazione, consentendo di porsi nuovi obiettivi e monitorare il proprio comportamento in base alle proprie reazioni e alla consapevolezza di sé. È un’azione educativa orientata su un modellamento autoguidato che scompone la vita in passi graduali e facilita la chiarificazione del percorso di maturazione permanente.
Lo strumento del Curriculum Rovesciato, fondato su creatività, adattabilità e flessibilità applicate alla vita del soggetto, è pertanto connotato da quel significato inclusivo ricercato.
Maurizio Balloi